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Evoluzione dei Media

  • TV, Radio, Giornali ed Internet: un’analisi anagrafica del loro utilizzo in Italia

Evoluzione TV, Radio, Giornali ed Internet

Nel 1981 per la prima volta nella storia venne riprodotto il primo video musicale di Mtv. Quel video era “Video Killed the Radio Star” dei The Buggles, celebre gruppo new wave britannico. Questo episodio fu antesignano nei confronti dei radicali mutamenti che possono subire i “media”.

Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad una svolta epocale per quanto riguarda il mondo della comunicazione e più in particolare dei sistemi di comunicazione di massa. Ovvero il cosiddetto passaggio tra “old media” e “new media”. Ma qual è la situazione attuale circa il consumo dei “media” per età anagrafica degli italiani? Proveremo a rispondere a questa domanda servendoci di un grafico riassuntivo che descrive il consumo dei “media” durante l’anno 2016.

Sono stati presi in considerazione gli old ed i new “media” (TV, Radio, Giornali ed Internet) e le fasce d’età comprese dai “0 – 18” fino ai “over 35”. I valori che vanno da 0 a 7 esprimono la “percentuale di utilizzo”. Risalta subito come la TV ed Internet siano tra i maggiori “media” utilizzati. Tra i 14 ed i 30 anni il 90,7 % è un utente abituale della TV. Il 95,9 % degli under 30, praticamente la totalità dei giovani, è sul Web. La Radio viene percepita come un mezzo vicino solo dal 24,8% dei giovani. Solo il 44% delle persone fra i 14 ed i 30 anni sfoglia un quotidiano almeno 3 volte a settimana.

Un dato molto importante è quello che riguarda il mobile. Nell’ultimo anno il numero delle SIM con accesso a Internet è cresciuto del 9,7% arrivando a superare 53 milioni di unità. Inoltre da settembre 2012 le SIM che hanno svolto traffico dati sono passate dal 28,6% al 54,5% di quelle complessive (61,7% non considerando le «M2M»). Ad Agosto 2017 il traffico dati risulta in aumento di circa il 47% rispetto ai corrispondenti volumi osservati per il 2016. Nei primi nove mesi dell’anno 2017 i consumi unitari sono stimabili in 1,63 Giga/mese (contro il corrispondente 1,22 del 2016), con una crescita superiore al 33%. Poco meno dell’80% delle SIM che svolgono traffico dati adottano uno specifico piano dati.

Tuttavia, nonostante i progressi delle nuove tecnologie, la televisione raccoglie ancora quasi la metà del totale dei profitti pubblicitari mondiali. Questo può essere spiegato considerando variabili anagrafiche: infatti coloro che definiamo oggi “nativi digitali” preferiscono usufruire molto meno della TV, in favore di social network e web. In contrapposizione ai loro “genitori” che a causa della scarsa dimestichezza con i “new media” preferiscono fruire di nuove informazioni dagli “old media” (TV, radio e giornali). Un'altra conseguenza dell’affermazione del Digital è la crisi della carta stampata: negli ultimi 10 anni sono sparite un’edicola su 4.

Stiamo assistendo ad una progressiva integrazione tra Tv, Radio, giornali e “new media”, dunque siti web e social networks. Infatti quante persone oggi si informano direttamente su Facebook o da un gruppo social specifico? La risposta è abbastanza scontata. Nel 2010 gli utenti Facebook, avevano superato i 500 milioni. Ad oggi, settembre 2017 tale cifra è aumentata fino ad oltre 2 miliardi, con una crescita del 17% annuo. Dunque sempre più persone ritengono che le comunità virtuali e più in generale le informazioni reperite dal web siano quelle giuste per essere sempre aggiornati. Ribadiamo inoltre la “svolta” che ha comportato il mobile in Italia, infatti ben il 90,4% degli italiani reperiscono informazioni direttamente dal proprio smartphone.

Un esempio: quante persone oggi, mentre guardano i loro programmi preferiti in TV, contemporaneamente sono “connessi” ai propri cellulari, commentando le dirette sui social e creando “hashtag” o “Gifs” “ad hoc”?

Di fatto si è creata una sorta di “sinergia” tra gli “old” media ed i “new”. Oggi Televisione e Radio funzionano meglio e creano più “engagement” con i propri utenti se riescono ad implementare una “digital strategy” con i propri programmi. “Easy to wear, easy to buy”, i media diventano “facile da indossare” in quanto il contenuto televisivo o radiofonico segue gli ascoltatori durante tutto l’arco della giornata su device diversi adattandosi alle esigenze di tempo e di modalità di consumo degli ascoltatori (domestica, in mobilità, digital) come nessun altro mezzo, vantando una forte coerenza fra i contenuti e le stesse nuove e diverse esperienze di consumo.

Tale mutamento comporta una radicale svolta per coloro che promuovono prodotti e brand specifici. Infatti ciò permetterà sempre una maggiore e progressiva integrazione tra old e new media, in quanto quest’ultimo sarà un utile strumento di “feedback” e dunque strategico, che permetterà ai primi di funzionare in maniera alternativa ma molto più funzionale. La “rivoluzione dell’interattività” è già iniziata, e cambierà completamente i nostri comportamenti d’acquisto. I messaggi saranno sempre più segmentati per target specifici e grazie al web, saranno fruibili al posto giusto e nel momento giusto. Le aziende che vorranno promuoversi in futuro dovranno fare i conti con questi mutamenti ed attivare “web – data – driven strategies” mirate e dedicate a consumatori sempre più aggiornati e multicanale. 

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