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La crescita del web in Italia

  • Analisi del cambiamento di fruizione dei diversi “media” da parte degli italiani negli ultimi 10 anni

Web Italia

Il sociologo M. Castells nel 1996 affermava: “La radio ha impiegato 30 anni per raggiungere sessanta milioni di persone, la televisione ha raggiunto questo livello di diffusione in quindici anni, internet l’ha fatto in soli tre anni dalla nascita del World Wild Web”.

Ma qual è lo “stato di salute” dei diversi “media” in Italia? E come sono cambiate le cose negli ultimi 10 anni? L’andamento dei “media” in Italia negli ultimi 10 anni è espresso nella tabella a lato, dove la “percentuale di utilizzo” è rappresentata da una scala di valori che va da minimo 0 e massimo 5. Il rapporto tra TV, Radio, Giornali ed ambito Digital è in continuo mutamento ed è sempre più a favore di quest’ultimo. Le persone tra i 18 ed i 34 anni usano sempre di meno la televisione per fruire di nuove informazioni, rispetto al 2016 c’è un calo tra il 30% e 40%.

In Italia l’utilizzo di Internet è in costante crescita, infatti è stato registrato un nuovo record: il 73.7% è sul web e la penetrazione di Internet è aumentata del 2,8% nell’ultimo anno. La crescita complessiva dell’utenza del web nel periodo 2007 – 17 è stata pari a +28,4%: nel corso degli ultimi dieci anni gli utenti di internet sono passati da meno della metà a quasi tre quarti degli italiani (erano il 45,3% solo nel 2007).

Così come evidenziato nel rapporto AgCom dell’Osservatorio sulle comunicazioni, nel mese di Luglio 2017, oltre 30 milioni di individui si sono collegati ad Internet giornalmente. Da dispositivi mobili si sono connessi 26,5 milioni di individui (+18,3% rispetto a Luglio 2016). Google resta stabile al primo posto con il 95,9% degli utenti che navigano in Internet. Mediamente la navigazione su Whatsapp e/o Facebook supera le 27 ore mensili di navigazione per utente.

Inoltre si registra un drastico calo delle vendite di “old” media, come per esempio i TV. Il volume d'affari, calato, come per le vendite, in maniera pressoché costante (-11,4 per cento nel 2015, poi un piccolo rialzo, +5,6 nel 2016 e -5,8 del 2017).

Ma crisi dei televisori non vuol dire crisi della tv, perché? I millennial sono sempre incollati a uno schermo, che spesso non è quello dell'apparecchio tv. "Il crollo delle vendite è l'effetto di quella che da anni chiamiamo la televisione in qualunque momento e ovunque", spiega Romana Andò, sociologa della comunicazione alla Sapienza e coordinatrice con Alberto Marinelli dell'Osservatorio Socialtv. "La moltiplicazione degli apparecchi di accesso e degli operatori dei servizi fa sì che oggi si consumino più contenuti - dice l'esperta - ma non soltanto negli spazi domestici tradizionali e nei tempi canonici della visione".

Questi sono numeri importanti e che non possono passare inosservati, ma che soprattutto continueranno a crescere regolarmente. Internet è un “media” basato sulla comunicazione bidirezionale ed interattiva. Non siamo più davanti ad una relazione tra “fonte unica” e pluralità di consumatori, così come nella tradizionale comunicazione di massa: passiva, omologante e ripetitiva.

Ma qual è la più grande implicazione dal punto di vista della comunicazione di questo cambiamento? Una frammentazione del mercato e dell’audience. Lo sviluppo tecnologico ha determinato un mercato della comunicazione molto “trafficato” e questa “confusione” ha generato una progressiva segmentazione dell’audience di utenti. Sono emerse diverse “nicchie” di lettori, telespettatori ed utenti internet. Il pubblico di fruitori d’informazioni si è segmentato secondo i diversi mezzi di comunicazione, ma anche all’interno di ciascun mezzo. Nel campo dei new media tale frammentazione può seguire variabili anagrafiche, demografiche o di contenuto, per quanto riguarda gli old media segue perlopiù variabili geografiche. 

La qualità della “strategia” è da sempre il vero “valore aggiunto” per le aziende. Nel futuro il web sarà uno strumento catalizzatore e ricettivo, in grado di elaborare strategie sempre più mirate e soprattutto modificabili in “real time”. Quante agenzie di marketing hanno dilapidato “patrimoni” per lanci di campagne fallimentari e che non davano i risultati sperati? Il web, l’analisi dei “big data”, la tracciabilità e la possibilità di dialogare in modo interattivo con il proprio target è un vantaggio di sicuro successo.

E-Business Consulting, agenzia di Marketing attiva dal 2003, specializzata nella comunicazione digitale, aiuta a comprendere meglio le necessità delle aziende al fine di digitalizzarle e renderle competitive per il futuro.

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