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Quale Futuro digitale per il 2018?

  • Lo sviluppo tecnologico ed i conseguenti mutamenti derivanti da esso sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana

Quale Futuro digitale per il 2018?

Tali tematiche comporteranno anche delle implicazioni dal punto di vista delle strategie di marketing e delle logiche di “customer journey”, in quanto vediamo sorgere una nuova generazione di consumatori, più informati, più esigenti e capaci di creare contenuti: i Prosumer.

Infatti, nel 2018 ci saranno più di un miliardo di “smartphone users” capaci di creare contenuti “Augmented Reality”. Cosa vuol dire? AR è l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che altrimenti non sarebbero percepibili con i cinque sensi, ad esempio: il cruscotto di una macchina, l’esplorazione della città puntando lo smartphone o la chirurgia robotica a distanza.

300 milioni di creatori ogni mese, decine di milioni ogni settimana, una realtà capace di generare un guadagno diretto di 1 miliardo di dollari entro il 2020. Il futuro è segnato dallo sviluppo degli “smartphone”, che si stanno evolvendo in maniera silenziosa.  In che senso? Stiamo entrando in una vera e propria rivoluzione, un’“era dell’innovazione invisibile”.  Sono in atto molti cambiamenti dal punto di vista tecnologico e pochissime persone se ne rendono realmente conto.

Le novità introdotte per quanto riguarda lo sviluppo degli smartphone sono inerenti a: migliore connettività, processori sempre più innovativi, qualità della fotocamera, miglioramento dei software, incremento della memoria, sviluppo di maggiori sensori ed infine un incremento esponenziale della “augmented reality”. Nel 2018 circa l’85% delle persone dei paesi sviluppati usa correntemente gli smartphone, ed è previsto che la percentuale salirà al 90% per il 2023. Un aumento di 1,85 miliardi di unità ogni anno, un incremento del +19% previsto solo per il 2018.

Ci sono però anche degli aspetti negativi da tenere in considerazione, infatti gli smartphone sono molto utili, ma spesso ci distraggono. È interessante notare come il 45% delle persone che usano questa tecnologia, siano preoccupate di usare il telefono troppo spesso ed un altro 45% prova a limitare l’utilizzo dello smartphone in modi diversi. 2/3 delle persone tra i 18 ed i 24 anni ritengono di usarlo in maniera troppo eccessiva, ma solo il 3% ritiene di avere una concreta dipendenza.

Un’altra novità che vedremo durante il 2018 sarà lo sviluppo dell’”intelligenza artificiale”, grazie all’evoluzione del “machine learning”. Sono stati creati dei nuovi ed innovativi “machine – learning chips”, che permetteranno alle aziende di essere più competitive. Sono più semplici, meno costosi e più veloci, nella fattispecie stiamo parlando dei chip FPGAs (Field Programmable Gate Arrays) e ASICs (Application Specific Integrated Circuits). Non a caso, per il 2018 è previsto un incremento delle vendite dei chip nei “data centers” di 800k (rispetto ai 100-200k del 2016).

L’utilizzo delle Machine Learning sarà intensificato da parte delle piccole e medie imprese. Il numero di progetti analoghi verrà raddoppiato nel 2018 rispetto al 2017, ed addirittura quadruplicato per il 2020 rispetto al 2018. Ma quali sono i fattori che segnano il progresso tecnologico in questo campo? L’”intelligenza artificiale” permette di avere delle macchine che apprendono e si autocorreggono, e possono interpretare schemi ripetendo operazioni continuamente secondo algoritmi preimpostati, ma quali sono i concreti vantaggi di questa novità? Avere la possibilità di avere informazioni strategiche determinanti, inoltre non è necessario avere molte persone che monitorano la macchina, sono dei tool molto giovani ed in continuo mutamento ed infine, reperire dati è un lavoro difficile e costoso che viene reso semplice dal ML.

Un’altra previsione per il 2018 sarà l’incremento di fatturato previsto per il broadcast e gli eventi “live”, attestati intorno ai 545 miliardi di dollari. Ma perché in un mondo digitalizzato dove il “mantra” è accedere ai contenuti in maniera personalizzata: “ciò che vuoi, quando vuoi e come vuoi”, c’è una così alta richiesta di eventi “live”? Perché spesso il modo attraverso cui noi vogliamo consumare è “adesso”, a causa del brivido che da la diretta e la sua convenienza dal punto di vista della resa. È conveniente, perché sfrutta la pigrizia dei consumatori che preferiscono avere dei programmi preimpostati piuttosto che crearsi dei percorsi personalizzati. Inoltre grazie allo sviluppo dei social networks, gli eventi “live” diventano l’occasione per condividere le proprie opinioni ed impressioni con altre membri della community, colmando quel bisogno di coinvolgimento intrinseco nella nostra società. Infine un connotato della “diretta” è l’esclusività, infatti gli strumenti digital permettono di enfatizzare l’esperienza del “live” dando la possibilità di creare un network ristretto, di cui tutti vogliono fare parte.

Un’altra previsione per il 2018 sono le 580 milioni di sottoscrizioni online, per un totale di circa 350 milioni di utenti, un incremento del 20% annuo. 375 milioni iscritti a portali di video on – demand, 150 milioni di persone che accedono a musica online, 35 milioni sono coloro che accedono a giochi ed infine sono 20 milioni gli utenti che vogliono avere degli aggiornamenti circa le news. Una percentuale destinata ad aumentare, visto che il 50% degli adulti dei paesi sviluppati nel 2018 procederanno a 2 iscrizioni online annue in media, ed il dato aumenterà a 4 per il 2020.

Da notare, come il 2018 sarà segnato dal dilagare di un’epidemia: “adlergic epidemic”. Di cosa stiamo parlando? L’”AdBlocking” è un’attività che sta crescendo, sempre più persone diventano intolleranti di fronte a gli spot pubblicitari online, tanto da scaricare dei programmi ad hoc per bloccarli. L’80% degli adulti in Nord America usa almeno un programma di blocco “ads”, il 50% ne usa 2, ed il 10% ne usano ben 4 (questi possono essere definiti “adlergic”). Inoltre è interessante constatare come gli intolleranti siano maggiormente presenti tra i giovani: il 25% delle persone tra 18 – 25 anni ne usano almeno 4, contro il 5% degli over 45.

Queste implicazioni pongono il 2018 come un anno strategico per le aziende che vogliono rimanere al passo coi tempi. Sarà necessario strutturare attività sempre più personalizzate che rispondano concretamente ai bisogni dei nuovi consumatori. Tutto ciò potrà essere monitorato ed integrato grazie alla tecnologia ed al suo continuo sviluppo. E–Business Consulting è un valido supporto consulenziale e strategico per attività di CRM, Data Mining, analisi dell’Omnicanalità ed arricchimento dati, dunque invitiamo le aziende a richiedere un consulenza gratuita e senza impegno. 

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