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Web 2.0 Advertising e Social Media Marketing

  • L’advertising è il cuore di molte storie di successo nel web. Ma per certi versi i social network sembrano essere le future macchine da soldi

L’advertising è il cuore di molte storie di successo nel web. Ma per certi versi i social network sembrano essere le future macchine da soldi per la possibilità di poter profilare in maniera completa e puntuale gli utenti.

Facebook è il re indiscusso dei social network, con oltre 500 milioni di utenti (20m solo in Italia)  e un valore che si attesta sui 50 miliardi di dollari.

Con questi numeri è facile capire dove si stiano spostando le attenzioni dei consumatori e di conseguenza gli sforzi degli advertiser.

"Because you're creating the content and you're making up the content for free, all that social networking has to do is put the ads next to it. There aren't the costs that say a newspaper would have in paying for the journalists to create the content and then serve the advertising next to it." , dice  Paul Lee, della Deloitte Research.

E’ proprio così, nei social network, dove i contenuti sono generati in gran parte in modo libero dagli utenti stessi, l’unica cosa di cui bisogna preoccuparsi è di “proporre” la pubblicità vicino agli utenti target rispetto ai nostri prodotti. L’esperienza insegna che se il consumatore non vive ciò che non gli interessa; semplicemente passa oltre!

Il cliente moderno infatti, tempestato com’è da migliaia di input al giorno da ogni media, ha creato una barriera quanto mai resistente ai messaggi che non suscitano il suo interesse e non li considera. Questo è ciò che accade nell’advertising tradizionale.

Una strada alternativa è quella di attirare l’attenzione dei consumatori agendo nel  profondo dei suoi desideri ed interessi.

Nel mondo di Facebook, è il consumatore stesso ad indicare i propri interessi nella pagina del proprio profilo, piuttosto che nei post da lui inseriti o ogni qual volta clicca su un “Mi piace”. Per questo Facebook è uno dei più grandi, potenti sistemi di profilazione degli utenti e delle loro abitudini di acquisto.

In detto contesto vi sono delle innegabili questioni relative al mancato rispetto della privacy, ma il trend di crescita di Facebook in Italia ed all’estero nell’era del “Grande Fratello” segnala come gli utenti non siano  affatto preoccupati di detti aspetti ma vedano solo i benefici ottenibili.

La promessa fare un “riscontro” quanto mai preciso tra consumatore e prodotto rende il social un mezzo estremamente attraente per gli advertiser, fermo restando la necessità di effettuare sperimentazioni e di trovare le migliori soluzioni che massimizzino il ritorno degli investimenti (ROI).

In Facebook è interessante inoltre la funzionalità della Geo Location integrata con il proprio telefonino. Con detto strumento un consumatore può entrare in un negozio, fare il “check in” dal suo smart phone, rendendo noto a tutte le persone collegate a lui dove si trova, ricevendo  in cambio, ad esempio, un coupon da spendere all’interno del negozio stesso. Per molti versi, questo concetto estende ulteriormente il “targeted advertising” ad un livello mai raggiunto prima.

Il punto focale è colpire il consumatore con i contenuti che più gli interessano, addirittura nel tempo e luogo più pertinenti, rendendo il consumatore stesso il più potente strumento di divulgazione.

Nell’era del WEB 2.0, dell’interazione e della condivisione online, il passaparola digitale può essere il successo o la disfatta di un brand. Le opinioni degli utenti all’interno della community virtuale hanno una forza e una considerazione infinitamente superiori al tradizionale messaggio pubblicitario ”push”.

Per questi motivi le grandi aziende e le agenzie di marketing stanno concentrando i propri sforzi nel creare delle community di utenti che allo stesso tempo siano degli ambasciatori del brand verso le persone che sono in qualche modo collegate a loro, sia virtualmente che fisicamente.

 

 

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