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Visibilità Online

  • Gli investimenti pubblicitari risentono di una sempre maggior attenzione da parte delle aziende per l’allocazione efficiente del budget di comunicazione.

Complice anche la non facile contingenza economica, che rende le aziende sempre più avverse al rischio, e lo sviluppo di tecniche di monitoraggio in grado di dare visioni sempre più complete dell’andamento delle campagne, gli operatori sono sempre più propensi ad investire in strumenti che portino ad un’ottimizzazione del ROI.

In quest’ottica vi è una sempre maggiore propensione al native advertising che, inserendo i messaggi pubblicitari all’interno di portali di settore declinandoli come fossero parte dei contenuti stessi, non interrompono la navigazione degli utenti ma ne attraggono l’attenzione. Non è sufficiente che il messaggio pubblicitario venga inserito all’interno di un contesto ben definito ma anche che venga visualizzato realmente dal target obiettivo: ecco quindi il concetto di viewability che, grazie alle avanzate tecnologie di tracking odierne, garantisce che l’utente visualizzi effettivamente l’annuncio pubblicitario per un periodo di tempo definito che varia a seconda del sistema utilizzato e delle esigenze dell’inserzionista. Ogni utente avrà inoltre un numero di visualizzazioni giornaliere prestabilite in modo tale da non venire sottoposto al messaggio pubblicitario per un elevato numero di volte, fermo restando che oggi l’utente è connesso a Internet da più device che il sistema di tracciamento utilizzato difficilmente riuscirà ad individuare con precisione.

Per quanto riguarda le campagne display, si nota una maggiore attenzione all’effettiva corrispondenza fra l’audience raggiunta dalla campagna e l’audience obiettivo. Vi è il bisogno, quindi, di non “sprecare” preziose visualizzazioni con utenti potenzialmente non interessati che rischiano di non generare un ritorno utile per l’azienda. In tema di ottimizzazione dei risultati, quindi, si uniscono le esigenze di tre differenti figure. Gli acquirenti, che vogliono essere ottenere visualizzazioni utili dalla loro audience di riferimento, nella zona geografica di loro interesse e, ovviamente, su luoghi digitali che siano assolutamente in linea con la loro immagine aziendale.

La agenzie di comunicazione, che sono alla continua ricerca di soluzioni innovative di monitoraggio che consentano di guidare le campagne dei loro clienti verso il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti. Infine, ma non meno importanti, gli editori che devono mettere a disposizione degli acquirenti inventory di valore per non perdere opportunità di business.

La necessità di dare una risposta alle diverse esigenze degli operatori del mercato digitale ha portato aziende come comScore ad avviare delle ricerche per definire degli indicatori di efficacia delle campagne. Bisogna comunque considerare che, per quanto si provi a individuare dei benchmark a cui fare riferimento, non è comunque possibile avere un valore assoluto di riferimento che si adatti a tutte le iniziative. Questo perché le variabili che influenzano una campagna di comunicazione sono molteplici. Quali ad esempio la notorietà del brand, gli obiettivi che ci si pone di conseguire con la campagna, la tipologia di posizionamenti interessati, ecc. …

Analizzando la situazione in Europa, secondo lo studio condotto da comScore, si può notare che i tassi di erogazione di impression in target in Italia si attestano al 48. Performance non negativa, se rapportata alla Germania, unico paese con tasso superiore e pari al 52%. Se analizziamo il valore in assoluto, possiamo notare che più della metà delle impression non vengono registrate dal target di interesse.

Nonostante la fotografia della situazione non risulti rosea, stando ai dati presentati, nella loro lettura bisogna considerare che vi sono delle variabili, inevitabilmente, influenti sugli stessi. Fra tutti, il livello di specificità del target delle campagne. Nel caso, infatti, l’azienda si voglia interfacciare con utenti caratterizzati da particolari e molteplici segni distintivi (es. sesso, età, zona di residenza, interessi…) sarà più difficile riuscire ad intercettarli con precisione. Senza considerare che, anche un utente non propriamente a target può comunque dimostrare effettivo interesse nei confronti dell’azienda e dei prodotti/servizi offerti.

Ne emerge una necessità di collaborazione costante fra agenzie e aziende, di dialogo continuo per consentire la massima trasparenza in merito alla raggiungibilità degli obiettivi aziendali. Le agenzie di comunicazione non devono riuscire semplicemente ad aggiudicarsi il budget aziendale dei clienti, ma ne devono conquistare la fiducia, lavorando con trasparenza e professionalità. Solo le agenzie con esperienza al cui centro pongono i bisogni del clienti, saranno in grado di entrare in contatto con loro proponendo un piano di comunicazione più efficace ed efficiente. Alle volte anche scontrandosi con resistenze aziendali.

E-Business Consulting opera da più di dieci anni nel mercato digitale e, grazie all’esperienza acquisita, è in grado di fornire un servizio completo e personalizzato ai propri clienti. Dalla fase di consulenza a quella attuativa della campagna, con costante attenzione agli obiettivi prestabiliti.  

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