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SEO: quale destino?

  • Priceline.com lancia l’allarme: “Il futuro è a pagamento”

Stiamo lentamente assistendo alla morte dell’organic search e alla nascita di un mondo dove l’unico modo per ottimizzare i propri posizionamenti su Google sarà pagare”: con queste semplici, ma chiare parole,  Paul Hennessy, CEO di Priceline.com  lancia la sua precisa accusa al gigante di Mountain View.

La colpa? Essere il principale fautore della lenta, ma inesorabile morte dell’organic search, a favore di annunci pubblicitari a pagamento che danno sempre maggior peso al budget disponibile (mettendo in secondo piano la qualità degli annunci stessi) e la sponsorizzazione dei prodotti Google.

"Ormai, l’unico modo per ottenere visibilità nel mondo di Google è pagare forti somme di denaro’’, continua Hennessy , nella sua testimonianza del 14 Ottobre allo Skift Global Forum a Brooklyn: "se digitate Hotel a NY su Google, i risultati puramente organici non riuscirete nemmeno a vederli alle prime occhiate’’.

La sua convinzione è che, seppur lentamente, le politiche di SEO stiano morendo.

Queste dichiarazioni hanno scosso non poco il mondo dell’online travel, considerando soprattutto che arrivano dal principale rappresentante di uno dei suoi maggiori operatori. Secondo Hennessy, negli ultimi anni Google ha praticato politiche sempre più aggressive per favorire i prodotti propri o sponsorizzati, togliendo spazio alla ricerca organica e ai risultati che potenzialmente possono essere di maggior interesse per l’utente.

Le dichiarazioni hanno ovviamente diviso gli operatori del settore, con Katz, CEO di Gogobot, che rincara la dose accusando apertamente Google di usare i suoi spazi “come un monopolista”, trasformando il motore di ricerca nel suo “giardino personale” ; gli fa eco Johannes Thomas managing director di Trivago, secondo il quale "l’importanza delle politiche SEO è in forte diminuzione’’. Dichiarazioni che inevitabilmente sono destinate ad innescare forti discussioni non solo nel mondo del travel, ma anche negli altri settori che operano prevalentemente in maniera digital.

L’opinione generale di molti operatori è che Google stia sfruttando la sua posizione dominante per sponsorizzare prodotti o annunci di suo interesse nei settori che predilige (ricerca locale, travel, shopping). Questo, secondo molti, è visibile anche nei dispositivi mobile, dove gli annunci organici occupano sempre più spesso una posizione di secondo (se non di terzo) piano, almeno nell’online travel. Evan Reece, CEO di Liftopia ammette che seppure la SEO non stia morendo, i risultati a pagamento stanno sempre più scalzando quelli organici. Questa situazione sta preoccupando molti operatori del settore, che temono di venire tagliati fuori dalle ricerche principali solo per una questione di budget, a discapito della qualità dei loro servizi.

Diversi manager hanno tuttavia un’opinione contrastante, affermando che Google si sta semplicemente evolvendo verso un contesto che premia i brand preferiti dai clienti, i quali una volta affezionati a determinati marchi danno sempre minore importanza agli altri risultati. Questi brand, a detta dei sostenitori di Google, ottengono quella posizione perché sono ciò che gli utenti cercano, aumentandone la soddisfazione generale. A prescindere da chi abbia ragione o torto, queste considerazioni dovrebbero far riflettere molto chi opera nel mondo digital. Questa politica di Google si estenderà anche ad altri settori? Le politiche di SEO stanno davvero perdendo la loro importanza a favore dei risultati sponsorizzati?

Se davvero Google si sta evolvendo verso l’abbandono dell’organic search, le politiche di posizionamento e visibilità nel mondo digital dovranno essere profondamente ripensate. Il tutto naturalmente senza dimenticare che l’obiettivo principale non è solamente mettersi in mostra, ma soddisfare e fidelizzare i propri clienti e che qualunque sia il futuro del digital, sarà il loro comportamento a dare la risposta definitiva.

Di sicuro l’affidarsi a degli operatori specializzati come E-Business Consulting, indipendentemente dalle politiche di Google, avrà un’importanza sempre maggiore nell’ ottimizzare al meglio qualunque campagna di comunicazione online.

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