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Pubblicità Anno 2012

  • Sono stati pubblicati i dati Nielsen relativi agli investimenti pubblicitari in Italia per il periodo Gennaio-Dicembre 2012.

L’anno peggiore degli ultimi venti: così Nielsen definisce il 2012 per quanto riguarda il mercato pubblicitario e i dati riportati di seguito non possono che confermare tale affermazione.  Il calo (-14,3%) è tale che per la prima volta dal 2003 viene riscontrato un investimento inferiore agli 8 miliardi di euro a prezzi correnti e che, al netto dell’inflazione (ISTAT), arriva ai livelli del 1991.

Andando ad analizzare la situazione nel dettaglio, il medium che registra il calo maggiore rispetto al 2011 è il cinema (-18,7%) seguito dai periodici (-18,4%) e dal direct mail (-18%). Vengono segnalati cali consistenti anche per quanto riguarda quotidiani (-17,6%) e TV (-15,3%) e il decremento a due cifre colpisce anche i media restanti: Outdoor (-12,5%), Transit (-10,6%), Radio e Out of Home TV (-10,2%). L’unico canale che nel corso del 2012 ha sempre riscontrato un incremento è Internet che chiude l’anno con un +5,3% rispetto al 2011.

La lettura dei dati, effettuata dal punto di vista del settore di mercato, evidenzia nuovamente il consistente calo degli investimenti pubblicitari. L’unico settore che registra un aumento è quello del turismo e dei viaggi che chiude il 2012 con un incremento del +5,1%, mentre tutte le altre industries vedono decrementi consistenti. Il settore che registra la contrazione maggiore è quello degli elettrodomestici (-31,5%), seguito dagli enti e dalle istituzioni (-29,9%), dall’industria dei giochi e degli articoli scolastici (-25%) e da moto e veicoli (-23,5%). La crisi del mercato pubblicitario colpisce anche i settori che ricoprono la percentuale più ampia di quota di mercato come l’alimentare (-15,9%), l’automotive (-15,7%) e le telecomunicazioni (-18%).

Nonostante lo scenario descritto evidenzi una generale riduzione del budget pubblicitario per media e settori di mercato, il numero degli inserzionisti in Italia rimane pressoché stabile, mostrando un decremento totale del -2,4%, calo che tocca in piccola percentuale la TV (-0,4). Al contrario, su Internet si evidenzia un aumento degli inserzionisti del 20%, dato che, confrontato a quello precedente, dimostra come le aziende continuino ad investire in pubblicità seppur in maniera minore (per quanto riguarda i media tradizionali) e che stanno iniziando a sfruttare le potenzialità e i surplus offerti da Internet.

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