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Protezione marchio su Google

  • Riflessione sulle norme adottate da Google per la protezione dei marchi nelle campagne di Keyword Advertising.

Postando da Adwords Editor una campagna in cui sono presenti delle parole chiave con i più importanti marchi del settore dell’elettronica, noto che un gruppo di annunci tematizzato su una parola chiave di una grossa multinazionale asiatica non è pubblicabile.

Il messaggio dice:
In conformità alle norme sui marchi di fabbrica non è consentito utilizzare “S…” negli annunci Adwords di Google. Il termine può essere il marchio registrato di un prodotto o di una categoria di servizi ed è possibile che sia valido solo in alcuni paesi.

Ma … Non era stato proprio Google a vincere presso la Corte di Giustizia Europea il 23 Marzo 2010 una lunga battaglia contro Luis Vuitton per non aver violato nessuna norma sul diritto comunitario dei marchi consentendo agli inserzionisti di acquistare le parole chiave corrispondenti ai marchi di impresa dei loro concorrenti?

E non era stato lo stesso Google dal 14 Settembre del 2010 a comunicare di aver cambiato le sue policy dando la possibilità di utilizzare i marchi come parole chiave  per acquistare inserzioni su Adwords uniformandola a quella  del Nord America dove non si pongono limiti all’utilizzo di marchi altrui per sponsorizzare la propria attività?

Google ha sempre predicato trasparenza e uniformità per tutti coloro che vogliono usare la piattaforma pubblicitaria di Adwords: sia la multinazionale che il piccolo inserzionista devono rispettare lo stesse regole che BigG impone.
Ma se parliamo di conformità sulle norme dei marchi di fabbrica come mai la regola non vale per tutti?

Alcune grosse multinazionali hanno ancora la possibilità di bloccare la pubblicazione degli annunci in cui è presente il loro nome e dare il via libera ad usare il loro brand sull’annuncio solo ad alcuni importanti inserzionisti (ad esempio le grosse catene di commercio elettronico ).

E la legge uguale per tutti in questo caso dov’è? 

Volendo c’è chi riesce ad aggirare questa regola sulla pubblicazione dei marchi parzialmente (ma non pensiamo che i risultati siano soddisfacenti…)  inserendo ad esempio delle parole sull’annuncio  che contengono solo una parte del nome di un marchio altrimenti non pubblicabile.

Ma siamo sicuri che questi modo  non  venga penalizzato l’utente che si ritrova a non ricevere informazioni chiare ed esaustive durante la sua ricerca di informazioni sul Motore di Ricerca più influente del Web? 

In un regime di monopolio pubblicitario come quello che Google  ha in  questo momento in Europa non ci sembra che si possa poi chiedere tanto in termini di equità per ogni tipo di inserzionista. A questo punto chiediamo solo più coerenza su quello che si predica e quello che poi in realtà sono le regole.

E Business Consulting è un’agenzia certificata Google Adwords. I suoi professionisti  lavorano da anni su campagne anche molto complesse per importanti clienti italiani e stranieri.  

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