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Programmatic Adv: Seminario Engage

  • Forte presenza di pubblico al Programmatic Day settore in sviluppo esponenziale nel 2015 e nuova leva del mercato dell’advertising nel 2016

Ha avuto luogo il 21 aprile presso lo IULM di Milano il seminario Engage dedicato al tema del Programmatic, settore che fino al 2015 ha registrato un investimento pari a 234 milioni di €, circa il 19% del totale del display advertising in Italia. Le previsioni future parlano di una forte crescita per l’anno 2016 con valori che oscilleranno tra il +30 e il +40%.

Nel 2015 il mercato ha preso quota ed è andato incontro ad uno sviluppo sempre più cosciente: tre risultano essere, infatti, i driver della crescita del mercato programmatico nel nostro Paese.  Innanzitutto, il video dimostra di essere il formato che traina il comparto e che attualmente vale già oltre il 20% del totale, quest’ultimo porta gli inserzionisti ad investire non solo con azioni a performance ma anche in un’ottica di branding. Altro driver emerso è la crescita dei Private Market Place: ci stiamo spostando dall’open market ad una compravendita automatizzata di spazi che porta da un lato i publisher ad una minore resistenza nel rendere disponibile la propria inventory e dall’altro gli inserzionisti ad avere maggiore fiducia nel programmare le campagne in automatico. Ultimo dato fondamentale è il progressivo aumento della quantità degli spazi venduti: oggi il Programmatic non è più un modo per monetizzare l’invenduto ma l’inventory premium.

Alla luce di tutto ciò, resta importante sottolineare che il Programmatic non è solo utile ai grandi inserzionisti che ne hanno colto il potenziale, ma anche alle PMI che possono trovare in esso una fonte utile per ottimizzare i propri investimenti.

Gli investimenti in Programmatic si collocano in una prospettiva altamente performante in termini di risultati e ottimizzazione, d’altro canto non dobbiamo tralasciare il fatto che, come “novità” del mercato, sono nascoste diverse criticità.

Prima fra tutte la misurazione multidevice che non permette l’ottenimento di un dato univoco per utente in quanto una stessa persona potrebbe collegarsi più di una volta alla stessa pagina e farlo da device diversi (PC, Tablet e Smartphone).

Altra criticità è la presenza di ad blocking lato utente che non permettono all’inserzionista di raggiungere l’intero bacino di utenti a target.

Le prossime sfide su cui si stanno misurando i diversi protagonisti del settore è la possibilità di tracciare con un unico ID un singolo utente che si connette da molteplici device in modo da creare una profilazione più spinta e più fedele alla realtà. Senza dimenticare che il tasso di decadenza dei cookies si sta sempre più riducendo per l’evoluzione tecnologia dei broswer.

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