La crisi del Retail post Covid

  • Ad eccezione del settore alimentare, tutte le principali catene di negozi hanno visto tingersi i conti di rosso causa la crisi innescata dal virus.

La crisi del Retail post Covid

È innegabile affermare che il lockdown forzato ed improvviso, vissuto in questo terribile 2020, abbia creato enormi problemi in tutte le strutture al dettaglio, dal piccolo negozio alle grandi catene e gli ammortizzatori sociali non sono stati sicuramente sufficienti a garantire una ripartenza immediata e serena.

Dopo tanta paura ed in preda ad un obbligo di distanziamento sociale, il mondo del commercio sta avendo una rapidissima evoluzione verso nuovi modelli meno di contatto e più virtuali e/o digitali.

In base ai dati forniti da Netcomm, durante i 3 mesi di lockdown si è avuta una accelerazione incredibile verso un modello digitale contact-less; ad oggi solo in Italia si stimano circa 2 milioni di nuovi web shoppers. Grazie alla facilità e velocità dell’acquisto online, la casa è diventata il nuovo punto vendita per molti consumatori.

Anche il paese che più di tutti in Europa era rimasto indietro nell’ambito dello sviluppo dell’ eCommerce e della spesa media, come l’Italia, a causa di un clima invidiabile, alla configurazione delle città e all’abitudine della passeggiata in centro per fare lo shopping, si è convertito a questa modalità di fare shopping.

Contemporaneamente stiamo assistendo a diverse catene nazionali ed internazionali che stanno rivedendo completamente le loro strategie di presenza territoriale, chiudendo negozi fisici per puntare decisamente all’ eCommerce per coprire il target obiettivo, come Zara o H&M.

Discorso un po' a parte, merita, invece, la strategia di un’azienda come Moncler che da una parte ha deciso di puntare fortemente sul digitale con un obiettivo di raddoppiare il peso dell’ eCommerce portandolo dal 10% al 20%. Parallelamente ha scelto di rivedere anche il modello di business basato sulla gestione del eCommerce in outsourcing, decidendo di portarlo in casa.

Dall’inizio del fenomeno eCommerce, in particolare nel mondo fashion, c’è stato un proliferare di modelli di gestione basato sull’outsourcing dove i principali players italiani sono stati: Yoox, Triboo e Filoblu. Questo perché, da una parte, il mondo fashion per tradizione è sempre stato poco avvezzo all’utilizzo delle tecnologie digitali. Dall’altra, l’offerta di gestione dei diversi provider, con pochi costi fissi e molti variabili in base alle vendite, non impegnava troppo le aziende nella sperimentazione.

Il lockdown ha giocato, anche in questo caso, un ruolo fondamentale nel far evolvere velocemente il mercato italiano e nel mettere in discussione il modello iniziale di sviluppo del business digitale nelle aziende. Oggi, la strategia, come quella presa da Moncler su un eCommerce in questo momento gestito in outsourcing, è quella di portare il canale digitale in casa per avere una completa gestione.

È chiaro che il cambio di strategia in queste aziende non potrà essere indolore. Si dovranno strutturare, organizzare le nuove tecniche e assumere tutte le figure professionali necessarie per una gestione completa in house del brand online. In un’ottica però di omnicanalità e di ottimizzazione della customer experience riteniamo che questo cambiamento di rotta sia un percorso necessario e inevitabile per una gestione completa di tutti i possibili touch point e per mantenere la necessaria competitività in mercati italiani ed internazionali sempre più complessi e nervosi.

E-Business Consulting è agenzia marketing attiva dal 2003 specializzata in attività di lead generation, gamification e fidelizzazione dei clienti. In base alle diverse esigenze possiamo fornire un percorso personalizzato di consulenza eCommerce alle aziende interessate alla gestione diretta dei canali digitali. Chiama subito per un preventivo gratuito.

Categoria: Gamification Lead Generation eCommerce Comunicazione Digitale

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Dettaglio News 10/09/2020 E-Business Consulting
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