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Giveaway: cosa sono e cos'è una giveaway?

  • I giveaway sono tra le modalità di ingaggio più usate sui social per l'elevato coinvolgimento, ma organizzarli legalmente non è un gioco

Giveaway: cosa sono e cos'è una giveaway?

I giveaway nell'era dei social, sono in continua e rapida diffusione per la rapida modalità di coinvolgimento dei clienti obiettivo

“Voglio farti un regalo”, diceva Tiziano Ferro e spesso youtuber, influencer e social star lo dicono ai propri follower al grido di “giveaway”! La parola magica che scatena la condivisione e il like massivo per tentare la fortuna di un’estrazione è proprio questa: contrazione di give away, che senza troppe complicazioni in inglese indica proprio l’azione del regalare qualcosa a qualcuno.

Nati negli Stati Uniti proprio grazie a influencer e personalità del web per ringraziare i propri seguaci che fedelmente li supportano quotidianamente sui social network e seguono i loro contenuti, questa tipologia di concorso a premi spesso viene realizzata al raggiungimento di numeri importanti – 10k, 50k o 100k follower ad esempio oppure occasioni particolari. 

L’attività del giveaway è semplice e dal minimo sforzo: infatti di solito le star chiedono agli utenti di mettere un like a un post, taggare un amico, condividere una foto, seguire determinati account, usare certi hashtag, inserire nei commenti emoji particolari - tutte azioni di esecuzione immediata anche nel flusso dello scroll delle bacheche social.

I giveaway si sono diffusi e continuano a fiorire soprattutto da parte di beauty guru e fashion icon che mettono in palio prodotti comprati da loro oppure messi a disposizione da brand, frutto di collaborazioni commerciali. Hanno una durata limitata e breve nel tempo, che può variare dal giorno successivo a circa un mese. I vincitori sono solitamente estratti o automaticamente in maniera randomica oppure dopo visione dello stesso influencer, per esempio selezionando tra i commenti. 

Uno dei casi italiani più famosi è quello lanciato dalla fashion blogger Chiara Biasi con Lancia Y nel 2013: contattata per ricevere una macchina personalizzata, l’influencer ha pensato di metterla in palio per i suoi fan con un’estrazione, rendendo il suo “SuperMaxiFolle GIVEAWAY” uno dei concorsi più importanti realizzati in Italia. 

Gli obiettivi - collaterali ma non troppo - dei giveaway sono 3:

  • aumentare l'engagement con l'influencer, sia con i fan di vecchia che di nuova data, attirando con la possibilità di vincere un premio
  • rafforzare la fidelizzazione degli stessi, gratificandoli del loro continuo supporto
  • creare lead profilati: soprattutto se organizzati da brand e marchi, realizzando un form ad hoc per la raccolta dei dati

Su Instagram, l'hashtag #giveaway conta più di 23,6 milioni di post, quindi perché non organizzarne uno? Perché nonostante i numeri così alti e l'altissima diffusione, i giveaway sono più complessi di quanto non appaiono. Dal punto di vista legale infatti, sono considerabili alla stregua di un concorso a premi e quindi di conseguenza vanno regolamentati secondo le normative vigenti, che sono attualmente molto restrittive. In Italia, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) il 9 luglio 2018 ha aggiornato le norme relative ai concorsi a premi portando ben a 1 € soltanto il “modico valore” del premio, comprendendo anche le spese fiscali, come da Decreto Regio Legge 25 luglio 1940, n. 1077: considerando i premi di solito in palio,  praticamente tutti i giveaway attualmente in circolazione dovrebbero seguire un’altra procedura. 

Quali sono dunque i passi da compiere per organizzare un giveaway a norma di legge? 

  • dichiarare il concorso al Ministero dello Sviluppo Economico;
  • compilare il modulo PREMA CO/1;
  • redigere un regolamento di concorso;
  • versare una cauzione pari al 100% del valore del montepremi al Ministero dello Sviluppo Economico tramite fideiussione (bancaria o assicurativa) o deposito cauzionale (versamento contanti o bonifico presso Banca d’Italia);
  • attribuire il vincitore tramite estrazione eseguita in presenza di un notaio o funzionario della Camera di Commercio;

A ciò ci aggiungono le normative relative ai singoli social: infatti la legge italiana indica che i server per la raccolta dei dati usato dal promotore del concorso siano posizionati sul suolo italiano, cosa quantomeno impossibile visto che tutte le principali piattaforme sono all’estero. Ma non solo, in quanto ogni social media ha aggiornato le sue regolamentazioni interne ponendo ulteriori paletti alla creazione di un concorso a premi. 

Per esempio Facebook, se da una parte:

  • permette agli utenti di postare o commentare per iscriversi a un giveaway
  • permette l’uso delle reaction per esprimere un voto
  • permette agli utenti di usare un messaggio privato per partecipare

…dall’altra:

  • non permette di condividere un post, come dichiarazione di partecipazione al concorso
  • non permette di taggare persone sempre come condizione di partecipazione
  • non permette di condividere un post sulle bacheche altrui 

Andando contro Menlo Parl, il rischio può essere anche la chiusura dell’account. 

I giveaway sono dunque un’operazione molto più complessa e strutturata, di non semplice esecuzione. Le spese e gli oneri che derivano dalle attuali normative vigenti, in Italia, limitano tantissimo le opportunità per i promotori, che spesso non possono permettersi di chiudere un occhio e possono perdere un’opportunità per coinvolgere i propri utenti e fan davvero importante. 

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