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Evoluzione Media 2011

  • Il 9° Rapporto Censis/Ucsi evidenzia un nuovo consumatore/utente che crea e autogestisce le proprie fonti di informazione ed entertainment.

Il 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione continua ad osservare l’evoluzione nella fruizione dei media monitorando i cambiamenti nei consumi multimediali degli italiani: si evidenzia così un nuovo scenario in cui il consumatore/utente, sempre più esigente e meno disincantato, crea il proprio palinsesto e autogestisce così le proprie fonti di informazione ed entertainment.

Il Rapporto, presentato il 13 Luglio al Senato di Roma, tocca tre tematiche fondamentali in un contesto come quello odierno dove il digitale acquisisce sempre più rilevanza. Il primo focus è sull’aumento della “popolazione digitale”: nel 2011 in Italia si supera finalmente la soglia del 50% della popolazione che si connette a Internet in particolare l’84,7% di questi sono i giovani tra i 14 e i 29 anni: AudiWeb a Maggio 2011 parla di circa 38 milioni di italiani connessi a Internet  (dove con connessi si intendono gli individui che hanno accesso potenziale a Internet) e di 13,2 milioni di utenti attivi nel giorno medio. E sono proprio questi i numeri che fanno riflettere e analizzare un utente che, sempre più esigente e digitalizzato, si muove all’interno dell’ampio e frammentato sistema dei mezzi di comunicazione (vecchi ma soprattutto nuovi), per scegliere il contenuto che più gli interessa nei modi e i tempi a lui più congeniali: ognuno si crea così la propria nicchia di consumi mediatici e palisensti “taylormade”.

Il periodo di grave crisi che sta attraversando la carta stampata (i quotidiani a pagamento perdono il -7% dei lettori in due anni), il calo degli ascolti della tv analogica, complice lo switch al digitale (-27,1 % di spettatori negli ultimi due anni rispetto alla tv digitale che cresce più del 48% e rispetto alla WebTv che aumenta del +2,6% nel biennio), e la situazione stagnante della radio come mezzo di fruizione non sono altro che i sintomi di un consumatore stanco e critico, che si trasforma sempre più in utente proattivo che non subisce passivamente l’informazione ma si crea ad hoc il proprio palinsesto e autogestisce i propri consumi multimediali.

Il Rapporto evidenzia inoltre come la percezione del giornalismo e dell’informazione sia cambiata nell’ultimo biennio: in una scala che va da 1 a 10 , televisione e carta stampata non raggiungono il punteggio della sufficienza in termini di reputazione, secondo l’opinione degli italiani: 5,74 è il voto medio di credibilità della televisione e 5,95 è il voto dato ai giornali. Dei giornalisti è percepita soprattutto l’idea di una mancanza di indipendenza ed un eccessivo legame con il potere, politico o finanziario che sia: ciò li rende poco affidabili a circa il 49,8% della popolazione. Maggiormente credibili radio (6,28) e Internet (6,55), percepita come un mezzo più libero e «disinteressato». Ed è proprio nel web con l’utente cerca di costruire il proprio senso critico: indipendentemente dall’uso del televisore, il 12,3% della popolazione attinge ai siti Internet delle emittenti tv per seguire i programmi prescelti, il 22,7% utilizza YouTube, il 17,5% segue programmi tv scaricati tramite il Web da altre persone.

Sono soprattutto i giovani a diversificare ampiamente le possibilità attraverso le quali costruire il proprio palinsesto: aumentano infatti al 47,6 % i giovani che guardano i programmi su YouTube (il 20,1% di loro lo fa abitualmente) mentre circa il 36,2% segue programmi scaricati da altri (si tratta del cosiddetto file-sharing) e il 24,7% si collega ai siti web delle emittenti tv. Nei programmi seguiti via Internet, musica (18,3%), sport (11,7%) e film (9,9%) sono tra gli argomenti più visti. Ed è proprio solo tra i giovani che volano gli smartphone smentendo così il tanto clamore creato in torno al mondo Mobile: l’uso del telefono cellulare cala  circa del -5,5% (complice la crisi mondiale dell’economia) mentre si registra un leggero spostamento dell’utenza dagli apparecchi basic (che si limitano alle sole funzioni di chiamata e messaggistica) verso gli smartphone (+3,3%): tali dati, seppur riferiti all’utilizzo effettivo del mezzo e non al mero possesso, evidenziano ancora una volta come sia soprattutto la fascia dei giovani a farne maggior uso (circa il 39,5%). Alla luce perciò di questi dati, possiamo ancora tenere in considerazione le stime presentate lo scorso Maggio da NetComm al Forum E-commerce sulla ripresa dei consumi digitali attraverso smart-phone? Possiamo ancora rimanere ciechi di fronte ad un  consumatore stanco e critico e non più così passivo come si credeva?

Cresce quindi il valore di internet, utilizzato non più solo come strumento di intrattenimento ma anche, e soprattutto, come mezzo di informazione: la sfida del 2011 sarà perciò riuscire a sfruttare a pieno tale valore cercando di “riappacificarsi” così con il proprio utente.

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