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eCommerce 2016 Italia

  • Scenario riassuntivo dai dati 2016 presentati dal Politecnico di Milano

Si è tenuto ieri l’evento "eCommerce B2c in Italia: esame di maturità per l’offerta’’ organizzato da Osservatori.net presso l’Aula Magna dell’Università Bicocca di Milano, nel quale diversi esponenti dei settori Digital, Logistica ed Advertising si sono confrontati sull’andamento dell’eCommerce in Italia.

Durante la mattinata si sono susseguite esposizioni ed interventi volti ad offrire un quadro esaustivo della situazione italiana nell’ambito dell’eCommerce, delineando potenziali strategie ed opportunità per il settore, nel panorama italiano.

L’evento ha offerto nel suo complesso dati molto interessanti riguardo allo sviluppo di questo settore, in particolare di come dal 2012 l’eCommerce italiano riscontri ogni anno una crescita costante, arrivando a registrare nel 2016 un aumento previsto delle operazioni del 18% rispetto all’anno precedente, per una cifra di circa 20 miliardi di euro spesi. 

Nonostante il trend di crescita incoraggiante, il tasso di penetrazione dell’eCommerce sul totale delle vendite Retail è ancora basso (5% del totale quest’anno), registrando così un dato inferiore ai principali paesi Europei (non solo UK e Germania, intorno al 15-20%, ma anche Francia al 10%). 

La situazione italiana presenta, dal lato della domanda, un’incidenza maggiore dei servizi (10,6 miliardi di euro, 56% della spesa totale) rispetto ai prodotti (9 miliardi, 46% della spesa totale).

Nel mercato italiano, se il fattore con il maggiore fatturato rimane il turismo (44% del mercato, in crescita del 10% dallo scorso anno), un forte contributo alla crescita dell’eCommerce viene dal settore dell’elettronica di consumo (non solo smartphone, ma anche elettrodomestici, con un incremento del 28% su base annua) e dal settore abbigliamento (+27%, spinto soprattutto dalle marche di fascia medio bassa e dall’abbigliamento sportivo). Food & grocery, arredamento e beauty contribuiscono alle spese totali solo per l’1,5%, ma mostrano crescite tra il 30% e il 50% su base annua, con prospettive estremamente interessanti soprattutto per food & grocery e l’arrivo in Italia di servizi di consegna rapida offerti da grossi player (eBay già attiva a Milano, ma anche Uber che sta testando questo servizio in altri Paesi europei).

Il metodo di pagamento più utilizzato risulta, per quasi tutti i settori, la carta di credito, con un’incidenza del 65% sui pagamenti eCommerce, seguito da Paypal, utilizzato nel 31% delle transazioni (il contrassegno o il bonifico hanno ancora un ruolo rilevante in settori particolari, come il foodand grocery con pagamento alla consegna o le assicurazioni, con importi spesso superiori ai plafond delle carte di credito).

Per quanto riguarda il lato dell’offerta, le aziende Dot Com registrano un incremento del 28% rispetto allo scorso anno, mentre le aziende tradizionali crescono solo del 10%: i fattori principali di questa differenza sono la capacità di investimento nelle nuove tecnologie e l’innovazione delle esperienze di acquisto, attività che le Dot Com sono naturalmente più inclini ad intraprendere e che possono compiere con maggior flessibilità.

L’export da eCommerce (cioè i prodotti venduti da aziende italiane ad acquirenti stranieri)  cresce nel 2016 del 17%, con un valore di oltre 3,4 miliardi di euro: turismo e abbigliamento rappresentano da soli il 78% di questo volume, mentre food & grocery e arredamento, fiori all’occhiello della produzione italiana, soffrono di una offerta scarsamente sviluppata e di altre complessità operative (in particolare logistica), offrendo però ottime opportunità di crescita.

La domanda eCommerce da smartphone in Italia cresce ulteriormente rispetto allo scorso anno e contribuisce al totale del fatturato con più di 3 miliardi di euro (il 17% del volume totale) e, a differenza del dato medio, da smartphone l’incidenza principale viene dai prodotti, con il 63%, mentre i servizi si fermano al 36%. Smartphone e tablet, insieme, costituiscono il 26% delle vendite eCommerce in Italia.

Per  quanto riguarda la crescita globale, nel 2016 il mercato eCommerce è cresciuto del 17%, con un incremento del 13% in Europa, preceduta solo dall’area Asia-Pacifico che ha registrato una crescita del 28%. La Cina, da sola, sviluppa il 33% del fatturato globale, seguita da USA, UK, Giappone e Francia. Questi cinque Paesi, da soli, costituiscono il 75% del fatturato globale.

Se da un lato sono stati confermati alcuni dati confortanti per uno sviluppo futuro del mercato italiano, non sono mancate alcune considerazioni di carattere negativo, che fortemente ostacolano la definitiva esplosione del commercio online, in particolare una cultura digitale non ancora del tutto sviluppata, un certo scetticismo verso nuovi canali di mercato e la paura di esplorare nuove frontiere (ad esempio, molte aziende percepiscono ancora l’export come un ostacolo, senza conoscere fino in fondo le tante e complete regolamentazioni e direttive che agevolano lo scambio di merci tra Paesi, soprattutto a livello europeo).

Inoltre viene attualmente a mancare un’ottimizzazione nelle operazioni di coordinamento tra le differenti filiere della campagna (online, magazzino e corriere), che rende spesso difficoltosa l’implementazione di politiche di consegna oraria o consegna in un punto di raccolta, soluzioni spesso preferite dai consumatori data la difficoltà di farsi trovare nell’abitazione.

Come testimoniato dagli autorevoli relatori presenti, oggigiorno mancano inoltre delle politiche di customer care che trasformino l’acquisto online non in una mera operazione di compravendite, ma in un’esperienza vera e propria, spingendo poi il consumatore a ritornare.

Dalle testimonianze presenti si è compreso come molto sia stato fatto, ma molto sia ancora da fare per porre l’Italia in una posizione realmente competitiva, soprattutto in termini di ottimizzazione della filiera di acquisto.

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