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eCommerce 2015 Italia

  • Scenario riassuntivo dai dati 2015 presentati dal Politecnico di Milano

Si è concluso ieri l’evento ‘’Social? Mobile? Multicanalità? Sì, ma sono servizio e convenienza la linfa dell’eCommerce in Italia’’ organizzato da Osservatori.net presso l’Aula Magna dell’Università Bicocca di Milano, nel quale diversi esponenti dei settori Digital, Logistica ed Advertising si sono confrontati sull’andamento dell’eCommerce in Italia.

Durante la giornata si sono susseguite esposizioni ed interventi volti ad offrire un quadro esaustivo della situazione italiana nell’ambito dell’eCommerce, delineando potenziali strategie ed opportunità per il settore, nel panorama italiano.

L’evento ha offerto nel suo complesso dati molto interessanti riguardo allo sviluppo di questo settore, in particolare di come dal 2012 l’eCommerce italiano riscontri ogni anno una crescita costante, arrivando a registrare nel 2015 un aumento previsto delle operazioni del 16% rispetto all’anno precedente, per una cifra che supererà i 16 miliardi di euro spesi. 

Nonostante il trend di crescita incoraggiante, il tasso di penetrazione dell’eCommerce sul totale delle vendite Retail è ancora basso (4% del totale quest’anno), registrando così un dato inferiore ai principali paesi Europei. 

La situazione italiana presenta, dal lato della domanda, un’incidenza maggiore dei servizi (60% della spesa totale) rispetto ai prodotti (40%).

Nel mercato italiano, un forte contributo alla crescita dell’eCommerce viene dal settore del Turismo, che nel 2015 ha occupato in termini di fatturato ben il 47% degli acquisti online.

Altri due comparti che  occupano una porzione non indifferente delle vendite online sono Informatica ed Elettronica, che nel 2015 ha totalizzato il 13% dell’ammontare complessivo, e il settore dell’Abbigliamento, che ha contribuito per il 9%.

Un dato molto interessante riguarda l’atteggiamento dei consumatori italiani nei confronti dell’eCommerce: difatti, ben 13 milioni di utenti cercano un prodotto online, per poi acquistarlo in negozio, verificando di persona le caratteristiche, il prezzo e la conformità del prodotto rispetto all’annuncio sul web.

Tale comportamento denota una diffidenza non indifferente degli italiani nei confronti del commercio online, ed un attaccamento ancora forte allo store fisico ed alla filosofia di shopping tradizionale.

Il metodo di pagamento più utilizzato risulta, per quasi tutti i settori la carta di credito, con un’incidenza media del 65% sui pagamenti dei 6 principali settori eCommerce, seguita da Paypal, strumento che occupa la seconda posizione venendo mediamente utilizzato nel 25% delle transazioni (unica eccezione il settore Food & Grocery, dove il contrassegno ha ancora un ruolo rilevante).

Per quanto riguarda il lato dell’offerta, la crescita prevista per il 2015 è del 15%, con un ammontare complessivo di transazioni che dovrebbe raggiungere i 15 miliardi di euro.

Il lato dell’offerta presenta attualmente una ripartizione molto più equa rispetto alla domanda per quanto riguarda l’incidenza di prodotti (49%) e servizi (51%), registrando inoltre dati molto positivi per quanto riguarda l’export, che presenta una crescita del 22% nell’ultimo anno.

Il ruolo degli aggregatori (operatori in grado di accorpare un’offerta molto frammentata senza assumersi il rischio di invenduto) riveste sempre maggiore importanza nel totale delle vendite eCommerce, presentando per il 2015 un’incidenza complessiva del 37% nel totale vendite (+6% rispetto al 2014).

Delle considerazioni molto interessanti emergono poi dal mondo del mobile, strumento che si sta ritagliando una porzione sempre maggiore di spazio nell’eCommerce e nei pagamenti online.

La domanda eCommerce da smartphone in Italia presenta negli ultimi due anni un tasso di crescita medio del 65%, dati che risultano complessivamente maggiori rispetto alla media dei principali paesi europei.

L’ammontare previsto per il 2015 dovrebbe superare gli 1,7 miliardi di euro, occupando circa il 10% della spesa complessiva degli acquisti online.

Per  quanto riguarda la crescita globale, nel 2015 l’Europa si pone al secondo posto con un tasso del 13%, preceduta solamente dall’Asia, che registra un aumento del 18%, arrivando a superare addirittura il Nord America (9%), che fino ad ora si è presentato come il driver principale nello sviluppo dell’eCommerce.

Per l’anno in corso i paesi che presentano i migliori dati in ambito europeo (lato domanda) sono Regno Unito (per il 2015 la spesa prevista  è di 122 miliardi di euro), Germania (70 miliardi) e Francia (57 miliardi), mentre l’Italia, con un ammontare finora registrato di 14 miliardi si pone al terzo posto tra gli emerging countries, preceduta solamente da Russia e Spagna.

Dal lato globale l’Italia presenta ancora molti passi da compiere in termini di crescita, non arrivando nemmeno nella top ten dell’e-commerce mondiale, il cui primato è saldamente in mano alla Cina (solo per il 2015 è prevista una spesa di 500 miliardi di dollari).

Se da un lato sono stati presentati alcuni dati confortanti per uno sviluppo futuro del mercato italiano, non sono mancate alcune considerazioni di carattere negativo, che fortemente ostacolano la definitiva esplosione del commercio online.

In particolare i dati trasmessi rivelano che solamente il 65% delle aziende che operano nell’ eCommerce presenta iniziative rivolte al mondo del mobile (sito ottimizzato e mobile-friendly, app dedicata ed altro), dato che si presenta enormemente controproducente in un paese dove il 70% degli individui aventi uno smartphone cerca prodotti online.

Un altro dato da non sottostimare riguarda la scarsa presenza delle aziende italiane nell eCommerce (solo il 4% del totale), sia a causa di una mentalità spesso ancora diffidente, sia per la mancanza di un’adeguata copertura di rete in molte zone d’Italia.

Inoltre viene attualmente a mancare un’ottimizzazione nelle operazioni di coordinamento tra le differenti filiere della campagna (online, magazzino e corriere), che rende spesso difficoltosa l’implementazione di politiche di consegna oraria o consegna in un punto di raccolta, soluzioni spesso preferite dai consumatori data la difficoltà di farsi trovare nell’abitazione.

Come testimoniato dagli autorevoli relatori presenti, oggigiorno mancano inoltre delle politiche di customer care che trasformino l’acquisto online non in una mera operazione di compravendite, ma in un’esperienza vera e propria ,spingendo poi il consumatore a ritornare.

Dalle testimonianze presenti si è compreso come molto sia stato fatto, ma molto sia ancora da fare per porre l’Italia in una posizione realmente competitiva, soprattutto in termini di mobile e ottimizzazione della filiera di acquisto.

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